Non sono certamente a chiedere alle scuole di mandarmi una cartolina, per quanto sarebbe una cosa bellissima, ma a proporre alle scuole di adottare l'invio delle cartoline come metodologia educativa all'interno di progetti realizzabili sostanzialmente a costo zero e di grande significato. Provo a proporre che il progetto di prima attivazione possa chiamarsi Ti va di mandare una cartolina? Certamente la necessità di scrivere limita la proposta alla scuola primaria e secondaria.
A chi mandare una cartolina? Ogni studente alla propria classe. Oppure una o più classi a una persona "importante" (il sindaco, un nonno o una nonna del paese che collabora con la scuola, un ex insegnante, l'autore di un libro di testo, ecc.). Oppure ad un'altra classe o scuola. Oppure ai se stessi di anni successivi (Emilio, alunno di seconda, che scrive a Emilio quando sarà in quinta) sfruttando una capsula del tempo. O, ancora, ai propri familiari o ad una comunità che sta dall'altra parte del mondo. E così via.
A chi chiedere una cartolina? Io l'ho fatto e funziona: si può chiedere a terzi di mandarci una cartolina. Per esempio, si potrebbe chiedere di inviare delle cartoline tematiche che si collegano alle aree disciplinari affrontate: quelle che arrivano da siti importanti dal punto di vista storico, quelle che documentano specificità geografiche, quelle che testimoniano la presenza di specie animali o vegetali. Ancora, usanze e tradizioni. E così via. Una classe con 20 studenti che hanno almeno 3 amici o parenti volenterosi potrà raccogliere almeno 60 cartoline. Una call attraverso i canali social, eventualmente mediata dai genitori, potrà amplificare largamente questo riscontro costruendo una collezione importante che potrebbe essere georeferenziata, tanto su una mappa cartacea quanto su cartografia digitale.
Quale cartolina chiedere? Certamente, il punto precedente ammiccava alle cartoline che si possono acquistare e inviare oggi, ma ci sono altre cartoline in questo mondo. Ho scoperto, per esempio, che molte persone hanno cartoline risalenti anche a molti anni fa che non sono mai state inviate. Potremmo chiedere queste e cercare di capire perché si acquistavano cartoline che poi non venivano inviate. Oppure, con qualche attenzione, potremmo chiedere alla nostra comunità (le famiglie degli studenti, chi abita vicino alla scuola, chi frequenta i contesti frequentati dagli studenti - es. associazioni sportive, oratori, scuole di danza o di musica, ecc. - i parenti degli studenti, ecc.) se posso prestarci o regalarci cartoline che hanno ricevuto in passato. Potrebbe trattarsi di cartoline che testimoniano fenomeni migratori, fasi belliche, luoghi trasformati dal tempo, persone vissute dove si trova la scuola e così via.
Cosa scrivere o far scrivere in una cartolina? Oltre ai tradizionali saluti, una cartolina potrebbe ospitare una riflessione (per esempio sul senso di inviare una cartolina o sui ricordi che potrebbe veicolare oggi o nel futuro), un pensiero su un tema da noi scelto, una poesia, il brano tratto da un libro, un proverbio, una citazione cinematografica. Nessun limite alla creatività! Solo una scelta da fare prima che il progetto prenda il via: nessun tema, un tema specifico, una modalità espressiva specifica e così via. Dobbiamo, cioè aver chiaro un obiettivo e una modalità che possano rendere la cartolina strumento didattico. Questo vale sia per il testo sia per ciò che la cartolina rappresenta nella sua parte grafica.
Come raccogliere e conservare le cartoline? Le cartoline inviate alla scuola daranno un po' di lavoro al portalettere di zona che dovremo ringraziare per questo ritorno alle origini. Ma cosa ne faremo una volta arrivate? Come le utilizziamo nell'attività didattica, ovviamente, attiene alle scelte di progetto. Come le conserviamo, invece attiene sia alla loro reperibilità per la consultazione, ma anche alla creazione di una collezione di cartoline della scuola che potrebbe crescere negli anni e diventare, per esempio, una sezione della biblioteca. Potrebbero anche dare luogo ad una mostra temporanea o permanente nei locali della scuola. Una mostra che dovrà tener conto del fatto che della cartolina si devono poter consultare sia il fronte sia il retro. Qualche spunto potrebbe arrivare da come operano i musei della cartolina. Inutile dire che una visita a uno di questi potrebbe essere un bel modo di arricchire il progetto.
La cartolina vale solo se inviata? Il mio punto di vista è che una cartolina del presente è tale se viene inviata. Questo perché dietro ci sono attenzione, impegno, ricerca e una validazione esterna (quando ancora i timbri vengono apposti e sono visibili) del nostro gesto. Tuttavia, per non gravare sul bilancio del progetto, delle famiglie degli studenti e delle studentesse o delle persone cui lanciamo l'appello, potremmo procedere anche con consegna manuale, magari qualche modo segnalata. Una scritta "consegnato a mano il ..." potrebbe funzionare benissimo e, per esempio, potrebbe non esporci al rischio di consegne da parte di sistema postale in grave ritardo sull'anno scolastico, soprattutto per le cartoline che dovessero partire in primavera inoltrata. Naturalmente, dovremo essere molto chiari circa l'indirizzo da indicare sulla cartolina, onde evitare spedizioni fantasiose o indeterminate. Oltre all'indirizzo della scuola dovrà essere indicata la classe di riferimento, per esempio. Non ultimo, è necessario chiedere a chi invia di firmare in modo leggibile la cartolina. I moderni sistemi di messaggistica e di mailing elettronico, infatti, ci hanno disabituati a mettere la nostra firma. Il problema è che diventa molto difficile risalire all'esecutore dell'invio.Emilio, tu ci aiuteresti a scrivere il nostro progetto? Vorrei farlo, ma sarebbe un vero e proprio lavoro per me. Per quanto la cosa non sia da escludere, provo a dare un piccolo aiuto fin d'ora mediante un file che può dare un riferimento in merito a come potrebbe essere articolato il progetto. Ho scritto alcune cose per non lasciarlo vuoto, ma si tratta solo di un'opera di pura fantasia. Lo trovi qui.
Emilio, se volessimo inviarti una cartolina che testimonia il nostro progetto, dove dovremmo mandartela? Intanto, ne sarei felicissimo perché potrei tematizzare una mia nuova collezione di cartoline. In tal caso, il mio indirizzo è questo: Emilio Bertoncini, Via della Torre, 43 - 55100 Lucca - Italia.
Emilio, tu saresti disponile a raccontarci l'esperienza di "Ti va di mandarmi una cartolina?" Sì, anche se questo potrebbe avere alcune difficoltà, come spostarmi presso la scuola o trovare il tempo in orario scolastico per un collegamento da remoto. Tuttavia, un modo lo si potrebbe trovare. Come ho detto in apertura, alcuni temi diventano per me un vero e proprio lavoro e anche rispondere a inviti come questo dovrebbe necessariamente inquadrarsi come momento retribuito, altrimenti per me sarebbe difficile poter ricavare il tempo sottraendolo ad altre possibilità di reddito.




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